Caro Andrea!
Ci credi che abbiamo l’Alzheimer? Ecco la prova direttamente dal Texas!
Cena inaugurale delle 3 settimane di profumo italiano in Texas. Un successo!!!!
Io di eventi di questo genere ne vedo tanti anche a New York, ma un livello di cucina e di cantina come quello di stasera è davvero raro!
Solo che, Carmelo preso dalla cucina (60 coperti praticamente da solo) e io presa dalle pierre (il mio libro in inglese, etc etc), CI SIAMO DIMENTICATI DI SCATTARE FOTO.
Giuro che rimediamo con la prossima cena, domenica.
Intanto ti racconto questa.
Sfoglia di grano, mazzarella di bufala dop, guanciale affumicato di Amatrice, Parmigiano Reggiano, olio al basilico e succo di pomodoro. Servito con Serragghia, bianco 20007 igt Zibibbo di Pantelleria Gabrio Bini
Praticamente una quesadilla, perché Carmelo voleva giocare sulle radici ispaniche del tex-mex, sovrapponendo gli ingredienti italiani. Il che aveva scandalizzato l’establishment che aveva chiesto di cambiare il menu. Abbiamo cambiato solo i nomi (sfoglia di grano invece di quesadilla), memori della grande lezione di Tomasi di Lampedusa (“cambiare tutto, per non cambiare niente”). Una standing ovation. Praticamente, una quesadilla che ha studiato non solo le lingue, ma proprio l’educazione civica italiana. Una materia che sarebbe simpatico riciclare nelle nostre scuole, by the way. E poi cos’era quello Zibibbo, un’esplosione di pompelmo al naso, una cosa che finalmente capisci cosa voleva dire Catullo, “deos rogabis totum ut te faciant, Fabulle, nasum” (e pregherai gli dei, Fabullo, perché ti faccian tutto naso).
Risotto ai cinque agrumi, gamberi cotti e crudi, e cucchiaio di caviale di scorza d’arancia. Servito con Etna Rosso doc Rina 2006, Girola,o Russo.
Con questo piatto eravamo tutti suoi. La cottura del riso, la gioia degli agrumi che riecheggiavano tra loro, la doppia consistenza dei gamberi… un piatto di una sensualità nuziale. E l’Etna Rosso che si apriva come un racconto a più livelli. Felicità nel piatto. Oggi alla conferenza stampa ho raccontato che la parola italiana felicità deriva dalla radice indoeuropea –fe che significa l’appagamento del neonato sazio del seno della madre , e cioè che la felicità, per noi, ha a che fare con la sazietà del primo cibo della vita.
Una piccola passeggiata tra le montagne italiane, al mattino presto.
L’ultimo nato tra i cucchiai di Carmelo, nella serie “passeggiata in un mercato di Beirut”, “un pezzetto di cioccolato dopo una gita in barca”…. Prima di assaggiarlo ti chiedi che c’entra quel nome. Dopo che l’hai assaggiato, sai che era l’unico nome possibile…..
Due forchette di maccheroni alla bolognese. Servito con Pigi Azienda Agricola Poggio di Bortolone.
Il piatto più educational del menu. I commensali dicevano “ma allora questo è il ragu alla bolognese”. Una vera scoperta per loro. E che cos’era il Pigi!
Guancia di manzo Santa Cruz in agrodolce, caponatina di carciofi al cioccolato di Modica. Servito con Marsala Superiore Riserva 10 anni, Marco De Bartoli.
Ancora una provocazione firmata Carmelo. Non un manzo italiano ma la varietà locale (in Texas) Santa Cruz. Amoreggiava con il cioccolato di Modica nella salsa e ammiccava al Marsala De BArtoli.
Una pallina di gelato di pistacchio in olio extravergine di oliva, sale integrale e tartufo bianco.
Un pre-dessert spiazzante. Tu che sei stato a Identità Golose ricordi la giornata sull’olio di oliva che comprendeva anche gli usi in pasticceria. Il sale, il tartufo, erano tutti percorsi che ti attraevano fuori traccia. Sensuale.
Raviolo fritto alla ricotta, profumo di limone, cannella e sciroppo d’acero. Servito con Abraxas, Passito di Pantelleria doc
UN fiinale in crescendo, anche qui l’idea di Carmelo era di citare il tex-mex, però con le note tutte siciliane di limone e cannella accarezzate dal Passito.
A Houston sono già tutti conquistati. Tieni conto che l’eroico Carmelo è stato abbandonato nella cucina di Tonis’s praticamente da solo. Ha convertito tutti.
E ora, ci convertiremo noi. La fotografa Penny De Los Santos ci ha promesso un tour tra Texas Barbecue e cajun crawfish.
Ti giuro che ci andiamo con la macchina fotografica!!!
Baci dai tuoi sciroccati texani
Carmelo e Roberta
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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO PER ROBERTA:
Attendo le Foto!!!
Sappi che ho gia’ pronta la copertina per il prossimo articolo, che ,sono sicuro, fara’ alzare lo “SHARE”…oltre che allietare i cuori di “appassionati” e “sportivi”…..quindi…..Sappiti regolare!!!
e comunque….con immensa invidia vi mando i miei complimenti ed un grosso saluto Siculo a te e allo “zio Melo”.
Andrea… le cose sono due… o sono timidi i nostri ospiti o non ci vogliono parlare… e dire che sono in tanti a visitarci.
Raga mi raccomando… fatevi sentire o se volete… dissentire!
Così sembra… ca nuatri na cantamu e nuatri na sunamu… per i fuori 095… noi ce la cantiamo e noi ce la suoniamo!!!
Cara Roberta… che bello e gustoso leggerti! Questo binomio è davvero perfetto! Per le foto… no problem… a volte stimolare la capacità di immaginazione con una cronaca così piacevole risulta più efficace e gratificante anche per chi legge!
Enjoy.
Effettivamente anche se il racconto gia fa pregustare le lucucciane pietanze non mi sarebbe dispiaciuto vedere qualche piatto per prendere buoni spunti per questo tex mex siculioto, aspetto immagini americane per un mio prossimo pranzetto per maritino
anche io una quesadillas??? non so cos’e’ ma gia’ il nome mi piace e poi fatta dal grande carmelo
Che bello trovare tanta allegria siciliana in giro per il mondo un saluto a Roberta ( ci siamo conosciuti a Milano l’anno scorso ma forse non ti ricorderai) come vedo sei sempre in giro a fare buone cose, buona esperienza Americana e beati gli americani!
Eccezionale….!