
L’Interdonato e’ un probabile ibrido naturale tra il cedro e un limone di varieta’ “ariddaru” individuato dal colonnello Giovanni Interdonato che, al termine della carriera nella milizia Garibaldina, decise di dedicarsi ai suoi agrumeti nella valle del Nisi, in provincia di Messina.
Ottenne un frutto profumatissimo medio-grande, dalla buccia giallo-dorata, buono, senza retrogusti amari e a grana molto fine, da cui l’appellativo di frutto fino.

Ben presto, la valle e la costiera jonica Messinese, divennero note per i limoneti coltivati sui terrazzamenti in pietra a secco, dai frutti delicati, poco aciduli, succosi e ricchi di vitamine, che maturano tra Settembre e Ottobre.
Nel primo mese, sul mercato non hanno concorrenti, in seguito il mercato e’ invaso da limoni Argentini, Spagnoli, Marocchini, che permettono margini di guadagno superiori.
Le aziende che se ne occupano, raramente superano l’ettaro di superficie e, trovandosi su terreni accidentati, non sempre hanno vita facile.

Inoltre le “armace” (i muretti di pietra che contengono il terreno delle terrazze), su cui sono coltivati gli Interdonati, necessitano di un’accurata manutenzione, questo ha determinato una crisi commerciale che ha piu’ che dimezzato le coltivazioni.
Con l’Interdonato si producono anche preparazioni come l’ottima marlellata, una crema a base alcolica ed il limoncello, sono inoltre in sperimentazione la produzione del salame al limone e del sapone.

Da qualche tempo e’ nato un presidio Slow Food che vuole valorizzare la produzione dei limoni extra, quelli di migliore qualita’, al fine di ricreare un mercato remunerativo per questo limone.
L’area di produzione e’ la costa jonica da Messina a Letojanni.

Contatti: responsabile del presidio Rosario Gugliotta tel. 0039 335 8391030 – referente dei produttori: Attilio Interdonato tel. 380 7337406
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