
Serata piovosa e ventosa, una serata che solo i veri carbonari sanno apprezzare perchè è la cornice giusta del loro incontro “clandestino”. Il buon Roberto Cristaldi, fa da “Caron demonio”, recuperando gli adepti in difficoltà a trovare il covo predestinato ad ospitare la serata.
Gli ingredienti ci sono poi tutti, le uova e il guanciale di Paolo Parisi


(fortemente voluti dal “casalingo” Chef Mimmo Alba),

lo Spaghettone gragnano di Afeltra (sponsorizzato Cristaldi),

il pepe che il ritrovato cuciniere errante Carmelo Chiaramonte ha gelosamente custodito e soprattutto c’è tanta voglia di stare insieme.

L’ultimo ad arrivare sarà Piero D’Agostino con l’amico gastronauta Fausto… 
nell’attesa… salumi, lardo, (sempre di fonte parisiana), formaggi e il buon vino Iaddu, ultima creatura enologica di Carmelo.


Un vino davvero pensato e fatto con il cuore.
Tra cotanti chef, Andrea ed io, avviamo le operazioni di preparazione della carbonara.

Le candide uova. Quale dose? Si discute e si sceglie la regola del “due a uno”. Un tuorlo a persona più un uovo intero ogni due. Si cominciano a rompere,


si affetta il guanciale e si tosta,


mentre l’acqua bolle

e Carmelo pesta al mortaio il suo pepe.


Piero ritarda, ma è giustificato, la sua Capinera stasera è un po’ più esigente. Si “inganna” l’attesa con un assaggio di pasta fresca ripiena “sperimentale” donata alla serata da Carmelo. Arriva Pietro (per lo meno una “stella” in cotanto maltempo!!!)… finalmente si “cala”! Siamo in otto, con noi, Ombretta e Francesca (carbonare ad honorem)… simpaticamente sopportano la vivace carboneria, mentre il piccolo Flavio viene coccolato dal paterno Carmelo.

L’erede Graziano è gia sulla buona strada del gusto.

Scolata e mantecata la pasta,


direttamente nel ciotolone dove ad accoglierla sono le uova ed il guanciale, subito si esalta, sprigionando carbonareschi profumi, in attesa di essere completata dalla spolverata di pepe e da una buona manciata di parmigiano e pecorino romano.

Si mangia… carbonari di tutto il mondo uniamoci.

Ad accompagnare il tutto, del Marsala superiore secco riserva (che piacevole sorpresa) ed una ben fredda magnum di champagne che aveva viaggiato con Piero. 
Carbonara e champagne… what else? Il tempo scivola via piacevolmente, fuori piove a dirotto e tutto sommato è un motivo in più per continuare a tirar tardi, un gran parlare e confrontarsi fino a realizzare che la ricetta giusta è essere riusciti ad aver strappato agli impegni e al maltempo una serata davvero gustosa, anzi come direbbe Carmelo, affettuosa! 





Allora scopri che, a proposito, di uova, il vero uovo di Colombo è proprio questo, l’indissolubile legame tavola – buoni compagni d’avventura di gusto. Prossimo appuntamento? Si fa avanti Carmelo… al ritorno da un suo prossimo viaggio si bissa. Lo spirito sarà sempre “carbonaro”… per la ricetta vedremo! (Waiting for Elisia).
Degustibus
Scrivi una risposta a lucarusso Cancella risposta